Dimostrazione di superiorità del Barcellona di Guardiola al Real Madrid di Mourinho
Un sonoro 5-0 è il risultato finale del “superclasico” la sfida più seguita di Spagna. Il Real Madrid di Josè Mourinho ha fatto visita al Barcellona di Josep Guardiola in una trasferta che difficilmente i giocatori riusciranno a mettersi alle spalle.
Il Real era in formazione completa a parte Higuain, ma giocava Benzema, e il solito Kakà che a questo punto no si può dire che faccia parte della formazione titolare. Nel Barcelona nessun assenza di rilievo, Villa gioca davanti i tre fantasisti Messi, Pedro e Iniesta.
Ma parlare di formazione e modulo per il Barcelona è riduttivo. Questa squadra è la massima espressione del calcio e tutti i suoi elementi possono giocare e si fanno trovare in tutte le zone del campo. La mobilità dei giocatori di Guardiola è impressionante considerando anche che il Real che grazie a Mourinho è diventata una squadra che corre molto, e comunque sembravano statici in confronto a blaugrana.
La partita in effetti non è mai stata aperta, la superiorità della squadra catalana era troppa ed a tratti cosi eccessiva da essere noiosa. La ragnatela di passaggi del Barcelona ha fatto si che il Real non riuscisse non solo a non arrivare nei pressi della porta avversaria ma a non riuscire a mettere tre passaggi utili in fila.
Mourinho continuamente beccato dal pubblico decide di non uscire dalla sua panchina per tutto il secondo tempo, al che lo stadio si chiedeva in coro dove fosse finito lo special one. Cristiano Ronaldo si è fatto notare solo per i soliti atteggiamenti fastidiosi. Sergio Ramos è riuscito nell’intento di farsi espellere solo nel finale mettendo le mani addosso ai suoi compagni di nazionale avversari. In conferenza stampa Mourinho dichiara:
“È una sconfitta facile da digerire, perché una squadra ha giocata bene, al massimo del suo potenziale, e l’altra ha giocato male.”
Ripeterà quasi venti volte il concetto che questa è una sconfitta facile da digerire quasi a voler convincere tutti, compreso se stesso, che sia in effetti cosi. Sfortunatamente per lui non sarà cosi facile visto che in Spagna questa rivalità non finisce il giorno dopo della partita e inoltre la “maneta” ovvero i cinque goal subiti li saranno ricordati con il gesto della mano da qui a molto tempo.
Curioso pensare come il tecnico portoghese avesse scelto proprio un gesto simile (ma con sole tre dita) per aizzare il pubblico milanista nella sua recente trasferta a Milano col Real.

